Deutsche bank: utile netto di gruppo a 66 milioni nel primo trimestre ma sui conti 2020 peserà il coronavirus

La crisi senza precedenti del coronavirus ha colto Deutsche bank con un bilancio e una struttura di business più «conservativi» rafforzati dall’avvio di una delle più grandi ristrutturazioni nei suoi 150 anni di storia. E così, anche grazie a un aumento dell’attività di trading e del volume dei prestiti garantiti dallo Stato tramite KfW e mettendo in conto Covid-19 e i costi della trasformazione in corso, il primo trimestre del 2020 si è chiuso meglio di quanto previsto dagli analisti, con un utile netto di gruppo a quota 66 milioni, e un utile al lordo delle imposte pari a 206 milioni, e una perdita di 43 milioni attribuibile agli azionisti. Cet1 solido ma in calo: salta il vecchio target 2020.

Il contesto pandemico nel trimestre, che ha pesato per il 50% (260 milioni) sui 506 milioni di accantonamenti per perdite su crediti, ha iniziato a riflettersi sul coefficiente patrimoniale Cet1 che è sceso al 12,8% dal 13,6% di fine 2019 (-79 punti base), pur rimanendo 240 punti base sopra il livello minimo del 10,4% dei requisiti prudenziali. Il target del 12,5%, annunciato in era pre-pandemica, non potrà essere centrato ha ammonito la banca come neanche l’obiettivo del leverage ratio al 4,5%, ma questo non preoccupa il mercato che ha accolto la performance in mattinata in Borsa con un aumento delle quotazioni del 2,32% e prezzo delle azioni salito a 6,54 euro, rispetto ai 5,5 euro di due giorni fa.

Le riserve di liquidità, che sono un parametro di solidità, sono pari a 205 miliardi, con un liquidity coverage ratio del 133% e dunque «43 miliardi» al di sopra dei requisiti prudenziali. Ad Sewing fiducioso «Nell’attuale crisi, abbiamo dimostrato di avere numeri solidi e di avere una forte performance a sostegno dei nostri clienti in tutti i core business», ha commentato l’amministratore delegato di Deutsche Bank, Christian Sewing. La banca ha messo in rilievo un aumento di 25 miliardi degli impieghi (+6% nel trimestre) e ricavi con un incremento del 18% pari a 2,3 miliardi nell’investment banking.

L’attività di trading è aumentata sul mercato del fixed income, dei tassi, del forex: l’investment banking ha visto lievitare del 18% i ricavi a 2,3 miliardi. Più prestiti con Covid-19 La Deutsche bank, la prima banca privata in Germania, sta assolvendo un ruolo centrale nella lotta contro gli effetti distruttivi del coronavirus sull’economia. Finora ha sostenuto 5.200 clienti nella concessione di 4,4 miliardi di credito attraverso il programma di finanziamenti pandemici della KfW, la Cdp tedesca; e ha esteso prestiti per 20 miliardi. Nell’attività di mercato dei capitali, la divisione dell’investment banking ha assistito la clientela corporate e gli Stati nella sindacazione di 150 miliardi di prestiti: un business destinato a salire, soprattutto per l’extra-deficit degli Stati che stanno aumentando la spesa pubblica, e quindi le emissioni di titoli di Stato, per fronteggiare la pandemia. Ristrutturazione, atteso freno ma costi inc alo In quanto alla ristrutturazione in corso, i costi sono stati in calo del 7% nei primi tre mesi, per il nono trimestre consecutivo.

E la banca resta fiduciosa di poter centrare il target di 19,5 miliardi di costi per fine 2020. Tuttavia nel complesso il piano di trasformazione strategica, che prevede di pulire il bilancio di 280 miliardi di asset poco liquidi, accuserà una battuta di arresto, o un forte rallentamento, a causa dell’emergenza del coronavirus. 29 aprile 2020 Coronavirus Covid-19 La Deutsche bank Christian Sewing Level3 Cet1 Salva0Commenta Declassamenti di rating e Level3 gravano sul 2020 Gli analisti al momento hanno bene accolto i dati del primo trimestre ma restano in attesa di verificare la performance della banca in un’annata estremamente difficile sotto la continua minaccia di sonori declassamenti di rating. I Level 3 asset sono aumentati di 4 miliardi nel primo trimestre (28 miliardi pari al 65% del Cet1) restano un punto debole, abbinato all’esposizione della banca alla grande clientela corporate più colpita dalla crisi del coronavirus.