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Mutui, torna la richiesta di quelli a tasso variabile

Archivio News Ago 31, 2017
Mutui, torna la richiesta di quelli a tasso variabile

Negli ultimi due anni la maggior parte dei mutui scelti dai consumatori sono a tasso fisso, anche se si inizia a intravedere un piccolo recupero di quelli variabili. Secondo gli ultimi dati Abi disponibili, nel mese di maggio, sul totale delle nuove erogazioni di mutui in Italia, quasi i due terzi sono a tasso fisso: nell’ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 74,5% (in leggero calo rispetto al 74,9% il mese precedente). La scelta fino a ora è stata dettata dal fatto che i mutui a tasso fisso erano percepiti come più convenienti. La scorsa estate gli indici Irs (che si sommano allo spread deciso dalla banca per ottenere il tasso fisso da applicare per tutta la durata del mutuo) hanno toccato un minimo storico, intorno allo 0,7% sulle principali scadenze da 10 a 30 anni. Questo calo ha avuto come conseguenza quella di abbassare anche i tassi finali dei mutui, con punte minime per i fissi intorno all’1,65% nelle migliori condizioni offerte dal mercato. Restando alla scorsa estate, in quel periodo, il miglior tasso variabile offerto era stabile intorno all’1,05%. Alla luce di questo, un mutuo a tasso fisso aveva un costo di soli 60 punti base superiore al variabile, con la sicurezza però di non cambiare più. In questo 2017, tuttavia, il quadro sta mutando. Con la risalita dell’inflazione nella zona euro, sono saliti anche i tassi fissi applicate dalle banche ai mutui. Secondo MutuiSupermarket.it, come riportato dal Sole 24 Ore, a giugno 2017 “i migliori tassi fissi viaggiano all’1,85%, mentre i migliori variabili allo 0,83%”. Ovvero, negli ultimi 10 mesi i migliori tassi variabili sono diminuiti di circa lo 0,22%, mentre i migliori tassi fissi sono aumentati dello 0,2%. Il differenziale, quindi, è passato dallo 0,6% a oltre l’1%, aumentando del 70%, rendendo più attrattivi i mutui a tasso variabile rispetto a quelli a tasso fisso. Per quanto i tassi della zona euro siano destinati a risalire, allo stato non è ancora stato indicato quando ci sarà un primo rialzo e comunque tutti si aspettano che quando Francoforte deciderà di farlo, i rialzi dovrebbero essere lenti e graduali. Lo stesso governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha più volte indicato che “i tassi resteranno bassi a lungo” e questo sta incoraggiando la scelta per il variabile, per approfittare almeno per i primi anni del risparmio che offrono questi mutui. A cura della redazione de "Il Sole 24 Ore"

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